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Misure

Rafforzata la sicurezza sull'Etna: droni sul vulcano per controllare gli accessi al fronte lavico

Un vertice in prefettura a Catania ha stabilito una serie di provvedimenti dopo le tante segnalazioni di persone che, senza adeguate protezioni, raggiungono i luoghi dell'eruzione

Redazione La Sicilia

05 Gennaio 2026, 22:29

Rafforzata la sicurezza sull'Etna: droni sul vulcano per controllare gli accessi al fronte lavico

Misure di prevenzione rafforzate sull’Etna dopo le segnalazioni di persone non autorizzate che si sono spinte pericolosamente a ridosso del fronte di colata nella zona interessata dalle attività effusive.

La decisione è maturata al termine di una riunione convocata a Palazzo Minoriti dal prefetto di Catania, Pietro Signoriello, dedicata alle misure di tutela e sicurezza connesse all’eruzione in corso nella Valle del Bove.

I Comuni di Milo, Sant’Alfio e Zafferana Etnea hanno emanato ordinanze che vietano l’accesso a strade e sentieri che conducono alla Valle del Bove.

Sono ammesse, esclusivamente fino al calare della sera, escursioni di gruppi composti da massimo dieci persone, accompagnate da guide abilitate.

Anche per questi gruppi resta tassativo il divieto di avvicinarsi a meno di 200 metri dal fronte lavico.

Considerato l’elevatissimo rischio per l’incolumità derivante dall’inosservanza delle prescrizioni, il prefetto ha disposto un’ulteriore intensificazione dei controlli e dei presidi lungo le vie di accesso già attivati dall’inizio della colata, a cura delle forze di polizia e del Corpo forestale della Regione. La Protezione civile regionale garantirà ulteriore supporto operativo.

Signoriello ha inoltre ricordato che le violazioni delle ordinanze sindacali saranno perseguite ai sensi dell’articolo 650 del Codice penale, che prevede l’arresto fino a tre mesi per l’inosservanza di un provvedimento adottato per ragioni di sicurezza pubblica.

Per accertare eventuali infrazioni si farà ricorso anche all’impiego di droni, così da individuare i contravventori che mettono a rischio la propria incolumità e quella dei soccorritori.

In conclusione, il prefetto ha «evidenziato l’importanza di un approccio integrato e sinergico, basato sulla responsabilità condivisa, sulla comunicazione tempestiva e sulla collaborazione interistituzionale, quale presupposto imprescindibile per assicurare la pubblica incolumità».