il caso
Volo Pisa-Palermo, lite in aeroporto per le misure dei bagagli: aggredita e ferita un'addetta di scalo
Ai passeggeri, alcuni senza documenti, è stato negato l'imbarco sull'aereo
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Un gruppo di passeggeri in partenza per Palermo è stato protagonista di una violenta aggressione ai danni di un'addetta all’handling dell'aeroporto di Pisa. L'episodio si è verificato durante la serata di capodanno, intorno alle 18:15, presso il gate d'imbarco di un volo Ryanair.
Secondo quanto ricostruito in una nota unitaria dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, la dipendente è stata afferrata per i capelli e strattonata con forza, finendo per battere la testa contro lo stipite del gate. La donna ha dovuto fare ricorso alle cure ospedaliere. All'origine della violenza ci sarebbe stata una discussione riguardante il superamento delle dimensioni consentite per i bagagli a mano e la mancanza di documenti d'identità validi, motivi per i quali ai passeggeri era stato negato l'imbarco per Palermo.
La tensione è proseguita anche nella giornata di oggi, due gennaio, quando gli stessi viaggiatori si sono ripresentati in aeroporto creando nuovi disordini. Anche in questa seconda occasione è stato negato loro l'accesso all'aereo. I sindacati ritengono che sia un atto vile e inaccettabile, che arriva dopo numerose denunce da parte degli addetti agli imbarchi, quasi tutte lavoratrici, che negli anni hanno visto aumentare la frequenza e l'intensità dell'aggressività e delle violenze verbali, spesso aggravate da becero sessismo da parte dei passeggeri. Secondo Cgil, Cisl e Uil è un fenomeno ormai strutturale che mette a rischio la dignità e la sicurezza nel luogo di lavoro: da anni chiediamo interventi decisi per garantire un ambiente più sicuro per chi lavora ed anche per chi viaggia. Infine, concludono i sindacati, servono misure adeguate per prevenire questi episodi e garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e dell'utenza, con il contributo di tutti i soggetti preposti: parti sociali e istituzionali, Enac, gestioni aeroportuali, compagnie aeree e aziende di handling, ma questo appello è caduto sistematicamente nel vuoto e oggi questi sono i risultati, con una violenza che diventa anche fisica e quindi ancora più pericolosa; pertanto oltre a intraprendere tutte le tutele legali del caso, valutiamo forme di protesta più incisive, fino ad arrivare allo sciopero, se anche questa volta tutti i soggetti che dovrebbero farsi carico del problema non daranno segnali concreti.