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Il punto

Anno giudiziario 2026: i protagonisti saranno i professionisti della politica fra processi e inchieste

Da Palermo a Catania, passando da Trapani e Caltanissetta. La corruzione è l'accusa che accomuna molti volti noti della politica siciliana

Laura Distefano

01 Gennaio 2026, 22:13

02 Gennaio 2026, 00:24

Anno giudiziario 2026: saranno i politici siciliani i protagonisti di processi e inchieste

 

Gli uffici giudiziari non chiudono nemmeno nei giorni di festa. Che la Giustizia non vada in vacanza era stato ben chiaro già durante la pandemia Covid quando i processi sono andati avanti seppur con qualche rinvio e slittamento. Già stasera pm, giudici e avvocati hanno ripreso in mano agende cartacee ed elettroniche per consultare le date delle udienze dei prossimi 12 mesi. Alcuni appuntamenti processuali sono anche nei calendari di qualche politico siciliano. I protagonisti dell'anno giudiziario 2026 su cui si sta alzando il sipario saranno proprio i politici.

 

 

Il palcoscenico più affollato è quello del Palazzo di giustizia di Palermo. La corruzione è la contestazione che accomuna più esponenti della giunta regionale e della maggioranza del governo siciliano. Il presidente dell'Ars, Gaetano Galvagno, è al centro dell'inchiesta sui fondi regionali che sarebbero stati pilotati alle fondazioni riferibili in maniera diretta e indiretta all'imprenditrice Marcella Cannariato, anche lei indagata. I finanzieri sono arrivati dritti dritti a Galvagno monitorando l'ex portavoce del presidente dell'Ars, Sabrina De Capitani, per il caso dell'affidamento milionario del festival di Cannes (indagine poi archiviata). Già nella pec dei legali di Galvagno, che ha sempre manifestato fiducia nella magistratura e ha ribadito la correttezza del suo operato, è arrivato l'avviso di fissazione dell'udienza preliminare davanti al gup per il prossimo 21 gennaio. Le contestazioni di corruzione rispetto alle ipotesi iniziali si sono ridimensionate (un episodio è stato stralciato con istanza di archiviazione dei pm), mentre si è allargato con la truffa il capitolo collegato al peculato per l'uso improprio dell'auto blu da parte del presidente dell'Ars. Il collegio difensivo di Galvagno ha già fatto istanza di giudizio immediato per poter accelerare il processo saltando il filtro dell'udienza preliminare. Nello stesso filone investigativo è rimasta incastrata anche l'assessora regionale al Turismo, Elvira Amata. L'accusa è anche per lei di corruzione.

 

I primi di febbraio si svolgerà l'udienza davanti al Tribunale del Riesame frutto dell'impugnazione dei pm di Palermo su alcune parti dell'ordinanza del gip rispetto all'inchiesta sugli appalti della sanità e del consorzio di bonifica che sarebbero stati gestiti dal comitato d'affari di Totò Cuffaro. L'indagine che ha portato Renato Schifani a revocare le deleghe agli assessori a marchio Dc. L'ex governatore Cuffaro è ai domiciliari: i giudici della Libertà, dopo Natale, hanno confermato il provvedimento del gip rigettando il ricorso dei difensori. Domiciliari anche per l'ex manager della sanità Roberto Colletti, ricoverato in ospedale in gravi condizioni da qualche giorno. Il prossimo step giudiziario per l'inchiesta sarà l'avviso di conclusione delle indagini preliminari e poi la richiesta di rinvio a giudizio.

 

Andiamo a Catania. Restando nel filone corruzione va citato l'assessore regionale all'Agricoltura, Luca Sammartino, che sta affrontando il processo scaturito dall'inchiesta dei carabinieri chiamata Pandora. Il leghista (ma l'attenzione dei pm l'ha avuta quando era nelle file del Pd) è accusato di aver fatto pressioni considerando il suo ruolo politico nell'ormai famoso patto delle farmacie a Tremestieri Etneo - già il processo abbreviato è terminato con le condanne - e di aver ingaggiato due militari per bonificare da eventuali microspie la segreteria politica di via Gabriele D'Annunzio a Catania. Su questo punto però è pendente una decisione della Corte Costituzionale in quanto l'ambiente finito sott'intercettazione era frequentato anche dalla compagna Valeria Sudano, oggi deputata nazionale, e all'epoca delle indagini senatrice che gode di immunità parlamentare. Per i legali di Sammartino la procura etnea prima di attivare le captazioni doveva chiedere l'autorizzazione a procedere.

 

Quasi un anno fa - precisamente a febbraio 2025 - è scattata l'operazione "Mercurio" che ha coinvolto l'autonomista Giuseppe Castiglione, che è stato eletto deputato Ars durante le ultime elezioni regionali. Il politico catanese attende la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura etnea che lo accusa di voto di scambio politico-mafioso. Secondo la tesi dell'accusa Castiglione avrebbe siglato un accordo con il gruppo del clan Santapaola-Ercolano del Castello Ursino attraverso la mediazione dell'ex dipendente Amts, Domenico Colombo. Il processo abbreviato è già arrivato a un punto di svolta con le richieste di condanna della pm. I primi di febbraio dovrebbe esserci la sentenza del gup.

 

A Trapani uno degli imputati eccellenti è l'ex senatore Nino Papania. È di qualche giorno fa la notizia della richiesta di rinvio a giudizio per corsi di formazione fantasma. Ma Papania ha altri procedimenti che sta affrontando e da cui deve difendersi. Ad Agrigento c'è attesa su come si svilupperà l'indagine sugli appalti che ha toccato anche l'ex assessore regionale autonomista Roberto Di Mauro. 

 

Caltanissetta sarà anche quest'anno l'ombelico giudiziario per processi e inchieste sui misteri legati alla stagione delle Stragi del 1992. Fra piste nere e depistaggi sono ancora tanti i misteri che ruotano attorno agli attentati dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ma Caltanissetta è anche il teatro del processo all'imprenditore Antonello Montante, che attende la fissazione dell'Appello bis per la determinazione della pena che dovrà espiare. Il troncone maxi frutto dell'inchiesta Double Face si sta sgonfiando con le prescrizioni