Centro d'eccellenza
Taormina, preoccupazione per le sorti della Cardiochirurgia pediatrica: lunedì è attesa la proroga per il reparto
Cresce la preoccupazione per le sorti del Ccpm (Centro di cardiochirurgia pediatrica) dell'ospedale San Vincenzo di Taormina, reparto che dovrebbe essere stabilizzato ma su cui, di recente, si sono accesi i riflettori nazionali.
«Italia del Meridione - dice Sebastiano Caudullo, ex primario di ginecologia dell’ospedale San Vincenzo e attuale dirigente Sanità di questa componente - ritiene grave e preoccupante il modo in cui si sta affrontando la questione della cardiochirurgia pediatrica in Sicilia, emersa anche a seguito dell’inchiesta di Report. Il confronto tra i centri di Taormina e Palermo non può essere ridotto a una lettura numerica opaca, né a slogan mediatici come la presunta “mortalità zero”, concetto scientificamente inesistente e fuorviante in ambito cardiochirurgico, soprattutto pediatrico».
«Dai dati in possesso dell’ASP di Messina emergono volumi e complessità degli interventi a Taormina superiori a quanto rappresentato nelle sedi decisionali, mentre restano dubbi sull’attendibilità dei numeri attribuiti ad altri centri. Ancora più grave è il rifiuto di rendere pubblici i dati clinici reali e i criteri di confronto utilizzati, elemento che mina la trasparenza e la credibilità delle scelte sanitarie. Un punto per noi non negoziabile è la prossimità delle cure: esistono neonati e bambini gravemente malati per i quali il trasferimento è impossibile o letale. In questi casi, la presenza di un centro operativo sul territorio non è una scelta politica, ma una questione di vita o di morte».
A seguito di questa importante presa di posizione, Italia del Meridione chiede trasparenza totale sui dati; decisioni fondate su evidenze scientifiche reali; tutela dei presidi di eccellenza; difesa del diritto alla salute dei bambini e delle famiglie siciliane.
«La sanità non si governa - conclude Caudullo - con narrazioni parziali, ma con responsabilità, competenza e umanità».
La proroga dovrebbe arrivare il 29 dicembre, in caso contrario il centro di eccellenza rischia di trovarsi in una fase istituzionale di transizione senza un futuro definitivo.