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IL PERSONAGGIO

Dopo i No Vax e i No Tav arrivano i "No Cenere": a Catania l'influencer che nega l'emergenza Etna

Il video di una mamma influencer contro la chiusura dell'aeroporto di Catania diventa un caso: «È un complotto»

29 Settembre 2026, 13:10

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Dopo i No Vax e i No Tav arrivano i "No Cenere": a Catania l'influencer che nega l'emergenza Etna

Negli ultimi anni il dibattito pubblico e social ci ha abituati all’emergere di un vero e proprio “Club del no”. Una comunità trasversale di scettici pronta a contestare qualsiasi versione ufficiale, emergenza scientifica o infrastruttura pubblica. Dopo i “No Tav” contro la linea ferroviaria ad alta velocità e i “No Vax”, oggi assistiamo a una forma di negazionismo davanti a fenomeni naturali evidenti. L’ultimo caso che sta facendo discutere la rete nasce proprio ai piedi dell’Etna, dando vita all’inedito popolo dei “No Cenere”.

In questi giorni, l’aeroporto di Catania ha affrontato ripetute chiusure e limitazioni operative a causa della frequente e consistente caduta di cenere vulcanica, una misura di sicurezza fondamentale per evitare danni critici ai motori degli aeromobili. Tuttavia, sui social la narrazione ha preso una piega del tutto diversa. A scatenare il dibattito è stato il video di Silvia, una giovane influencer catanese (profilo Instagram “Mammatuttoio”), solita condividere consigli e contenuti legati alla maternità e alla gestione della vita familiare. Il filmato è diventato virale in poco tempo, superando quota 200mila visualizzazioni e raccogliendo migliaia di commenti.

Nel video, la ragazza sfoga la propria frustrazione per la cancellazione del volo verso Roma, sottolineando come si tratti del terzo episodio in 45 giorni. Mostrando un cielo apparentemente limpido sopra la sua testa e inquadrando il panorama verso il vulcano, l’influencer contesta con veemenza le motivazioni ufficiali legate alla sicurezza: «Dov’è questa emergenza? Con questo cielo blu? Qualche nuvoletta? E voi mi chiudete l’aeroporto fino a mezzanotte per cenere vulcanica?». La creator passa poi a confrontare la situazione attuale con la sua esperienza trentennale a Catania, ricordando quando in passato si volava anche con la cenere visibile per strada e sulle auto.

Il passaggio che ha suscitato maggiori reazioni è tuttavia quello in cui l’argomentazione sfocia nella vera e propria teoria del complotto. «Non mi venite a dire che è per la sicurezza, perché non ci crede più nessuno», afferma la donna, insinuando che la chiusura dello scalo risponda a ben altri interessi economici e politici, come la spinta per la costruzione del Ponte sullo Stretto o di un nuovo aeroporto. Il popolo del web si è immediatamente spaccato a metà.

Da un lato c’è chi sostiene l’influencer, condividendo il disagio per i continui disservizi e i disagi logistici patiti dai viaggiatori e dalle loro famiglie. Dall’altro, la maggioranza degli utenti e degli esperti condanna con fermezza le affermazioni della ragazza, giudicate irresponsabili e prive di qualsiasi cognizione di causa riguardo alla sicurezza dei voli e alla pericolosità invisibile delle polveri sottili in quota. Tra chi la taccia di pura pazzia e chi ne critica la superficialità, il fenomeno dei “No Cenere” dimostra quanto la sfiducia nelle istituzioni e nella scienza sia ormai un riflesso condizionato pronto a riemergere a ogni minima emergenza.