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il caso

Bolletta shock da 2.300 euro per una casa di 60 metri quadrati a Castiglione di Sicilia: protesta per atti Sogert

La rivolta del comitato che chiede la sospensione degli accertamenti dopo aver riscontrato alcune anomalie

10 Settembre 2026, 09:04

09:10

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Energia, bollette, bolletta, corrente, inflazione, crisi energetica

Una bolletta della luce da 2.300 euro per un’abitazione di circa 60 metri quadrati.

È questa la cifra che una cittadina di Castiglione di Sicilia si è vista recapitare lo scorso luglio, una richiesta di pagamento che, racconta, inizialmente sembrava quasi uno scherzo.

«Purtroppo è tutto vero», racconta la donna, spiegando di aver sempre pagato regolarmente le utenze, con bollette bimestrali che si aggiravano intorno agli 80 euro.

Il caso si inserisce nella più ampia protesta sollevata a Castiglione di Sicilia da alcuni cittadini contro le richieste di pagamento relative a presunti consumi di energia elettrica risalenti agli anni 2021 e 2022.

Al centro della vicenda ci sono gli atti di riscossione notificati dalla Sogert, società concessionaria della riscossione, che secondo i cittadini avrebbero portato a richieste ritenute sproporzionate rispetto ai consumi abituali.

La protesta è stata organizzata dal comitato cittadino “Una Voce in Comune”, guidato da Ercole Quattrocchi, che ha convocato una manifestazione nella centrale piazza Lauria per chiedere chiarimenti all'amministrazione comunale.

Ma l'iniziativa si è conclusa con una forte delusione per i promotori: in piazza erano presenti circa quindici manifestanti e, più numerose, le forze dell'ordine.

Nessun rappresentante dell'amministrazione, secondo quanto riferito dal comitato, si è presentato per incontrare i cittadini.

La richiesta era quella di essere ricevuti dal sindaco Concetto Stagnitti o da un componente dell'amministrazione.

I manifestanti avrebbero inoltre voluto concludere l'assemblea all'interno della sala del Consiglio comunale.

Ma l'iniziativa si è conclusa con una forte delusione per i promotori: in piazza erano presenti circa quindici manifestanti e, più numerose, le forze dell'ordine.

«Credevamo di poter concludere l'assemblea dentro la sala del Consiglio comunale, dove dovrebbe svolgersi la vita democratica della comunità», dichiarano i promotori, che denunciano di essersi visti impedire l'accesso all'aula.

Secondo il comitato, il divieto sarebbe arrivato su disposizione del presidente del Consiglio comunale, Damiano Scavera.

Una decisione definita dai manifestanti «assurda e inconcepibile», perché avrebbe impedito loro di discutere della questione all'interno del luogo istituzionalmente deputato al confronto politico e alla rappresentanza dei cittadini.

Ma la protesta non riguarda soltanto l'entità delle somme richieste.

Il comitato contesta infatti anche la legittimità degli atti attraverso i quali sarebbero state avviate le procedure di riscossione.

Secondo le verifiche effettuate dai promotori, gli atti presenterebbero quelle che vengono definite «violazioni strutturali».

In particolare, il Comune non avrebbe emesso un formale atto di accertamento, mentre la Sogert si sarebbe limitata a trasmettere un file Excel, indicato con il protocollo numero 17098, sottoscrivendo l'accertamento attraverso il proprio amministratore delegato e ufficiale della riscossione.

È proprio su questo aspetto che si concentra una delle principali contestazioni avanzate dai cittadini.

Il comitato sostiene infatti che l'attività di accertamento non possa essere esercitata direttamente dalla società incaricata della riscossione e richiama, a sostegno della propria posizione, l'articolo 52 del decreto legislativo 446 del 1997, secondo il quale determinate funzioni resterebbero in capo all'ente locale.

I promotori richiamano inoltre la delibera comunale numero 6 del 2023, sostenendo che lo stesso documento confermerebbe l'attribuzione alla Sogert della sola attività di riscossione coattiva e non di quella di accertamento.

Da qui la richiesta principale avanzata dal comitato: la sospensione immediata, in autotutela, di tutti gli atti di riscossione relativi alle contestate bollette elettriche, in attesa di verificare la correttezza delle procedure e degli importi richiesti.

A rendere ancora più complessa la vicenda ci sono poi le anomalie segnalate da alcuni utenti sui contatori.

La cittadina che si è vista recapitare la richiesta da 2.300 euro racconta infatti che sul proprio contatore non sarebbe possibile visualizzare direttamente il consumo giornaliero e mensile, come normalmente avviene.

Per conoscere i dati sarebbe necessario l'intervento di un tecnico dotato di un apposito computer.