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«Guadagno fino a 15mila euro al mese»: la siciliana che ha scelto il porno per diventare famosa

La storia a luci rosse di Giulia Napolitano: "Da modella guadagnavo al massimo 1.500 euro al mese per ore e ore di lavoro, adesso arrivo a cifre che non immaginate"

25 Gennaio 2026, 12:15

23:22

"Dalla provincia a Hollywood: così il porno mi ha resa famosa"

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Da Caltagirone a Las Vegas per inseguire il sogno americano. Cosa c'è di strano? Forse nulla, forse tanto. O magari soltanto il fatto che per realizzare questo sogno Giulia, 26 anni, ha scelto una strada che potremmo definire un po' particolare. Ancor di più se si considerano le sue origini, per l'appunto del profondo Sud. «Ho scelto la strada del porno - afferma senza alcun imbarazzo - e, da Calatina, ne sono orgogliosa».

Ci racconti di lei.

«Ho lasciato Caltagirone da giovanissima e il mio obiettivo è sempre stato quello di divenire famosa. All'inizio mi sono mossa fra Roma e Milano, con l'idea di fare la modella. Poi, a vent'anni, ho scoperto OnlyFans e lì la mia vita è cambiata: ho cominciato a guadagnare tanto, a farmi notare. E finalmente, poco tempo fa, ho avuto la possibilità di fare un primo salto, girando una clip con Christian Clay, attore napoletano ora candidato agli oscar del porno come miglior performer maschile mondiale, titolo di cui si è fra l'altro fregiato negli ultimi anni».

È stato il suo lasciapassare per gli States. Perché è lì che si trova ora.

«Esattamente. Prima sono stata a Los Angeles, per gli Xbiz Awards, che rappresentano i Golden globe del porno. Qui c'è una expo, una fiera che si tiene a Hollywood con le più affermate celebrità di Brazzers e Pornhub: chi segue il settore sa di cosa parlo. Attori e attrici conosciuti ovunque. La sera, poi, red carpet e premiazione per tutte le categorie previste. E sono tantissime».

Non è finita qui.

«No, perché subito dopo ci siamo trasferiti a Las Vegas per gli Avn, ovvero gli Oscar del porno. Da mercoledì a sabato sono stata fianco a fianco di vere e proprie star con milioni di follower. Io, unica siciliana e fra le pochissime italiane. Diciamo che mi sto facendo conoscere dal pubblico americano e sono certa che presto lavorerò anche qui. Una soddisfazione per chi, come me, è partita da una città piccolina come Caltagirone. E proprio la mia provenienza è considerata un valore aggiunto: qui chi viene dal sud Italia è visto più o meno come personaggio di quei film sulla mafia di non molto tempo fa. Sapere che un'italiana del Sud sta lavorando nel porno è una sorpresa per tanti. E la mia figura è diventata quasi iconica. Mi esalta. E questa è la molla che mi fa andare avanti con maggiore determinazione».

Ma gli studi? La scuola?

«Ho frequentato il linguistico, poi l'Ipsia, ma lo studio non era la mia strada: mi distraggo facilmente… Però sapevo che volevo diventare qualcuno e che lo sarei diventata. Magari mi era ignoto il settore, però il successo l'ho sempre inseguito. Anzi, dopo avere conosciuto il mio manager ho pure avuto delle parti in film in cui non ci si spogliava: «L'amore non si sa», che è stato candidato al David di Donatello, e un altro con Sergio Rubini e Rocco Papaleo».

«Mi piace tanto vedere e girare film “normali” - prosegue Giulia, che di cognome si presenta come Napolitano - ma i tempi cinematografici in Italia sono lentissimi. Fra un film e l'altro si aspetta anche due anni: così facendo sarei diventata famosa a trent'anni inoltrati. Nel porno, invece, siamo tutti imprenditori di noi stessi e puoi girare con maggiore velocità. E più giri, più il tuo nome diventa conosciuto».

Immaginiamo che il suo approccio all'hard sia stato, per così dire, graduale.

«Quando mi sono trasferita avevo già dei fotografi che, osservando i miei social, mi proponevano di fare degli shooting. Ho cominciato con dei nudi artistici molto pudichi; poi, visto che da modella riuscivo a guadagnare al massimo 1.200-1.500 euro al mese, pur stando ore e ore sul set, ho deciso di andare su OnlyFans».

Con guadagni di che genere?

«Fra i 10 e 15 mila euro al mese. Tutta un'altra storia».

Andava solo lei in video?

«Qualche volta ho collaborato con uomini o con donne, ma nella stragrande maggioranza dei casi ero sola. Anche le videochiamate le facevo da sola. Con chi mi trovavo meglio? Coi maschietti, che domande…».

Ha comprato casa?

«In realtà l'ho venduta e oggi vivo in affitto. Ma non pensiate che sia una che sperpera il denaro. Tutt'altro».

E i suoi genitori cosa le dicono?

«Mio papà non ha visto cosa ho fatto: è morto che avevo 17 anni di encefalomielite acuta disseminata. Mia madre? È morta anche lei, ma tre anni fa: ha avuto modo di rendersi conto della strada che avevo intrapreso. So che oggi non sarebbe contenta, anche perchè a Caltagirone qualcuno su questi miei percorsi ha parlato anche a sproposito. Però poi lei stessa si è resa conto: “Non ti dico niente, perchè tanto fai sempre di testa tua… Però vedo che sei rimasta umile, con i piedi per terra, e allora fai quello che ti fa stare bene”. L'ho ascoltata».

Ha fratelli o sorelle?

«Ho un fratello di sei anni più piccolo, che resta… anonimo. Ha capito presto cosa facevo e si è abituato».

Ma lei a Caltagirone di tanto in tanto torna?

«Spesso per le feste. Quando avevo mia mamma andavo per Pasqua, in estate, a Natale o per il compleanno. Due anni fa vi ho pure trascorso le ferie estive. Del resto - sorride - lì tutti mi seguono da tempo».

Come fa a saperlo?

«Perché guardano le mie storie sui social. Lo hanno sempre fatto. All'inizio si è trattato prevalentemente di casi di hating, poi quando ho cominciato a trovare spazio, anche per altre vicende, su trasmissioni come Ciao Darwin, o da Barbara D'Urso, oppure su LaSette mi è stato portato più rispetto e oggi sono forse più acclamata che odiata. Certo, chi mi odia c'è ancora, chi mi definisce nel peggiore dei modi pure. Però, poi, le mie storie le guarda…».

Ma lei ci pensa che, da italiana, potrebbe finire a girare con un mito come Rocco Siffredi?

«Con Rocco ci siamo anche sentiti, stiamo parlando... Magari succede. Io non ho limiti nei miei obiettivi. Lui è un colosso. In Italia e fuori dall'Italia è un'icona, ma io so che il top del top è lavorare in America: se sei famosa qui, lo sei dappertutto».

Ma non ha paura per la salute?

«No, perchè qui siamo controllati ogni due settimane. La gente è convinta che questo sia un mondo sporco, ma noi ci sottoponiamo a test per intercettare le malattie sessualmente trasmissibili. E poi, ancora, tamponi, analisi del sangue, delle urine. E poi qui sono tutti molto educati e gentili: stai bene? Vuoi riposarti? Vuoi dell'acqua? Facciamo sesso per lavoro, non perchè siamo arrapati e pronti a farlo con chiunque. Si può diventare amici e amiche pure fuori dal set. Tanti hanno il fidanzato o la fidanzata e, soprattutto, non c'è violenza o costrizione».

«Di recente - prosegue - ho letto che tante ex porno attrici hanno buttato fango su questo settore. Mi sembra una paraculata. Perché nel frattempo soldi e fama se li sono presi. Alcune continuano a mantenere il loro nome d'arte. Io dico che chi si lamenta oggi fa davvero schifo. E apprezzo chi una volta uscito dal giro delle riprese resta a supporto del settore».

Ha dei modelli cui si ispira?

«Abella Danger, che ha smesso di girare ma che continua ancora a essere famosissima, e Angela White. Le ho pure incontrate e sono davvero delle star».

Come si vede fra quindici anni?

«Non lo so ancora. Ho iniziato questo percorso e lo voglio portare avanti per bene. Mi vedrei in questo settore, con tutti gli obiettivi raggiunti. Quali? E chi può dirlo? Io me ne creo di continuo».

Ma lei i soldi li investe o li sperpera?

«Non sto investendo, ma non me li mangio. Sono abituata così da sempre. Diversamente quando è morta mia madre non ci sarebbe stato un funerale degno, mio fratello non avrebbe avuto sostegno e io non avrei potuto pagarmi l'avvocato. Diciamo pure che sarebbe finita a... schifio».

C'è qualche domanda che avrebbe voluto ricevere in questa intervista e non le è stata fatta?

«Così su due piedi non saprei ma se volete sapere altro, beh, non resta che chiedere. Io sono qui per rispondere a tutto tutto…».

Grazie, Giulia. Facciamo che pure la curiosità a volte arrossisce….